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Corsi online e corsi dal vivo: come scegliere

Hai deciso di iscriverti a un corso per migliorare le tue competenze? Ottimo: non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo, e tenere la mente allenata è sempre una buona idea. 

Oggi la proposta di corsi tra cui scegliere è sempre più ampia in qualsiasi settore, dalla fotografia alle lingue straniere, dalla formazione professionale alle scuole di cucina. Qualunque sia la materia che vuoi approfondire, la prima grande scelta è spesso sempre la stessa: meglio le lezioni in aula o quelle online?

Sono in costante aumento, infatti, le proposte di didattica virtuale pensate per raggiungere gli studenti ovunque si trovino. Un metodo di insegnamento che presenta numerosi vantaggi, ma questo non è detto che significhi che sia sempre la soluzione perfetta.

Il successo della formazione a distanza

Negli ultimi mesi i corsi online hanno conosciuto una vera e propria impennata. Pensa al successo di Zoom. La piattaforma per videoconferenze era praticamente sconosciuta alla stragrande maggioranza del pubblico nel 2019. Ad aprile 2020 poteva invece contare su 300 milioni di utenti attivi ogni giorno, e un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente del 169%.

Numeri impressionanti, che si legano senza dubbio al momento storico unico che stiamo vivendo. Zoom è stata la scelta privilegiata di tante aziende di formazione che hanno trasferito la propria offerta didattica dall’aula al web. Una decisione dettata dalle circostanze, che ha ovviamente dei pro e dei contro, soprattutto per gli studenti.

I pro dei corsi online:

  • possibilità di accedere alle lezioni ovunque ti trovi;
  • disponibilità del materiale su internet (nella maggior parte dei casi) per ripassare e approfondire;
  • flessibilità nella gestione degli orari;
  • azzeramento dei tempi e dei costi per raggiungere l’aula.

I contro dei corsi online:

  • mancanza di interazione diretta con il docente e gli altri allievi;
  • rischio di trovare materiali e informazioni non aggiornate per le lezioni registrate;
  • maggiore confusione con troppi contenuti da studiare e visualizzare;
  • molta, moltissima autodisciplina per riuscire a mantenere la concentrazione;
  • troppo tempo da passare davanti allo schermo del computer, che può causare problemi alla salute degli occhi.

Come vedi, scegliere le video-lezioni comporta vantaggi indiscutibili ma anche alcune controindicazioni che è meglio considerare prima di decidere. Quindi sono meglio i corsi online o quelli in presenza? La soluzione ideale per noi di Lanziani Hub è a metà strada.

La formazione in aula con la comodità del web

Le lezioni che ospitiamo qui nel nostro hub uniscono le migliori caratteristiche delle lezioni in presenza con la comodità dell’apprendimento virtuale

La quasi totalità della nostra proposta di corsi, infatti, si svolge dal vivo, ma con la possibilità di accedere al materiale direttamente dal web poco dopo la data della lezione.

Una soluzione di grande comodità per chi non riesce a partecipare in aula e vuole recuperare i corsi perduti. Non solo: i nostri tutor sono a disposizione anche per rispondere online a ogni dubbio e approfondire insieme gli argomenti.

Non aspettare, quindi: vieni subito a trovarci, dal vivo o sul nostro sito, per scoprire di più sui nostri corsi.

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ENAIAT
l'incredibile storia

E’ la storia di un viaggio incredibile, un’odissea durata circa otto anni, dall’Afghanistan, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano che per essere salvato, viene “abbandonato” dalla madre… tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.Il padre derubato e ucciso dai banditi, provoca nei pashtun, proprietari delle merci rubate, voglia di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell’uomo.  

L’etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, soggiogata dai talebani, e sua madre non aveva altra possibilità di evitargli una fine terribile se non portandolo via dall’Afghanistan.
In Pakistan si ritrova solo, senza denaro e senza la minima idea di cosa fare, se non la voglia disperata di vivere e di mantenere fede ai tre insegnamenti che la madre, prima di tornare in Afghanistan, gli lascia come regola di vita: non fare mai uso di droghe, non usare armi per colpire un altro essere umano, non rubare ma guadagnarsi da vivere lavorando.

Enaiat racconta la violenza che lo ha circondato da sempre, a partire da quando ha visto uccidere dai talebani il suo maestro colpevole solo di non aver voluto chiudere la scuola. Ma in lui prevale sempre il desiderio di farcela, di iniziare una nuova vita, facendo i lavori più umili e faticosi, sempre con il sorriso sulle labbra e riconoscenza per coloro che gli danno un giaciglio o un po’ di cibo come il padrone del Samavat dove la madre l’aveva lasciato o il mercante che gli fa vendere la merce al bazar.

Riesce a fare amicizia con altri bambini hazara anche loro soli e costretti a vivere lavorando. Insieme ad uno di loro, Sufi, dal Pakistan raggiunge con un trafficante di uomini l’Iran, lavorando poi duramente in un cantiere per riuscire a pagarsi il viaggio.

In Iran il cantiere diventa la sua casa e la sua prigione. Nessuno esce dal cantiere per paura di essere preso dalla polizia, fanno i turni solo per andare a fare la spesa. Poi dopo le ennesime ingiustizie, gli sgomberi, i rimpatri, le botte prese dai poliziotti, decide di raggiungere la Turchia, scalando le montagne per circa un mese, di notte per non essere visti, al freddo, senza cibo. E dopo tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto circa cinquanta centimetri, Istanbul. Ma in Turchia non c’è lavoro, così Enaiatollah e i suoi amici, che convince a pagargli il viaggio poiché sapeva qualche parola di inglese, partono di notte con un gommone a remi per la Grecia, senza salvagente, una follia dettata dall’entusiasmo e dall’incoscienza come prova che si possa anche vincere una sfida impossibile.

Insomma rischiare di essere scoperto e rimandato indietro o di perdere la vita, considerando che Enaiat è solo un bambino, sono prove così drammatiche che solo alcuni fortunati riescono a superare.  Per fortuna incontra persone che hanno umanità nei confronti di questo ragazzino educato e terribilmente solo.

Sono proprio questi pochi, ma fondamentali incontri che hanno permesso a Enaiatollah di arrivare a Torino, trovare una famiglia che lo ha preso in affido, studiare e costruirsi un futuro.

Quanti possono dire la stessa cosa? Quanti sono invece spariti nei doppifondi di un camion, congelati sulle montagne che tentavano di attraversare, o ingoiati dal mare? Ci sentiamo sereni per la vittoria di uno o dobbiamo vergognarci per la sconfitta (che significa quasi sempre morte) di tanti?

Ti richiamiamo noi!