IL primo e.DO Learning Center del centro-sud Italia
Lago Sirino, Nemoli (PZ)

I tuoi studenti programmano un robot vero. In quattro ore. Su un contenuto del tuo programma.

Percorsi di robotica educativa per scuole di ogni ordine e grado, condotti da facilitatori certificati su robot antropomorfi Comau e.DO. Matematica, tecnologia, coding e pensiero computazionale: si impara facendo, non guardando.

Fissa una call con un nostro formatore. Nessun impegno: prima capiamo insieme se ha senso per la tua classe.

DSC 1378 scaled
Cinque isole, cinque robot, gruppi di lavoro: ogni studente ha le mani sul robot, non ne guarda uno mentre lavora qualcun altro.

e.DO Learning Center ufficiale Comau  ·  Teacher Hub  ·  Facilitatori certificati  
Progetti per la scuola e ampliamento dell’offerta formativa

Il martedì mattina, con ventidue ragazzi

Sappiamo com'è, dall'altra parte della cattedra

La robotica educativa è nel PTOF, nei bandi, nelle circolari. È in ogni discorso sulle competenze del futuro. Poi arriva il momento di trasformarla in qualcosa che accade davvero e le domande diventano molto più concrete.

«Chi la conduce?»

I nostri formatori, dall’inizio alla fine. Il docente non deve preparare nulla né formarsi prima: in aula ci siamo noi.

«È didattica o è animazione?»

Didattica: obiettivi, metodo e materiali li progettiamo noi, già pronti da inserire nel programma.

«Regge davvero con la mia classe?»

Sì. Gruppi e livelli diversi li gestiamo noi, con un ruolo per ciascuno: nessuno resta a guardare.

«E la parte burocratica?»

La seguiamo noi: documenti, preventivi, inquadramento nei bandi. Alla scuola resta solo fissare date e classi.

A tutte e quattro la risposta è la stessa: ci occupiamo di tutto noi. Alla scuola resta solo organizzarsi: date, classi e spazi.

Il meccanismo

Un percorso già progettato, che si innesta sul tuo programma

Nel nostro hub sul Lago Sirino e, quando serve, direttamente nella tua scuola, gli studenti lavorano in piccoli gruppi su isole dotate di un robot Comau e.DO, tablet e materiali didattici.

Ogni attività è ancorata a una metafora formativa presa dal mondo reale un’impresa edile che costruisce una gru, una fabbrica che deve ottimizzare la produzione, un innovation hub che deve immaginare il futuro dell’automazione. Gli studenti non «fanno un’attività»: risolvono un problema che ha senso.

L'impresa edile La fabbrica L'innovation hub
DSC 1320
La pinza si chiude davvero, o non si chiude. È il feedback più onesto che un ragazzo possa ricevere sul proprio ragionamento.

E soprattutto: ogni percorso è agganciato a risultati di apprendimento dichiarati, disciplina per disciplina. Non «hanno visto un robot», ma sanno distinguere i movimenti in giunti dai movimenti cartesiani, sanno usare il piano cartesiano per posizionare un oggetto nello spazio, sanno tradurre un diagramma di flusso in un programma.

La giornata, ora per ora

4 ore, una struttura precisa

01 Accoglienza e regole di lavoro
02 Moduli sulle isole, alternati a confronto in plenaria
03 Pausa
04 Verifica dell'apprendimento
05 Feedback finale e restituzione al docente
Learning by doing

Si lavora in gruppo, si sbaglia parecchio, si riprova.
Poi il robot fa esattamente quello che gli hanno detto di fare ed è lì che si capisce.

Come funziona

Dalla prima telefonata alla giornata in laboratorio

1

Ci raccontiamo la classe

Età, numero di studenti, cosa stai facendo in questo periodo, che competenze vuoi rafforzare. Venti minuti, in call o di persona.

2

Ti proponiamo il percorso

Scegliamo insieme il modulo giusto per fascia d’età e disciplina, definiamo date, logistica e, se serve, l’inquadramento nel progetto o nell’ampliamento dell’offerta formativa.

3

La giornata accade

Facilitatore certificato, robot, materiali, verifica finale. Al termine ricevi una restituzione su come è andata la classe, non solo un «è piaciuto tantissimo».

I percorsi

Scegli il percorso, non il robot

Ogni pacchetto formativo dura 4 ore ed è calibrato su età, livello cognitivo ed esperienza degli studenti.

8–10 anni Scuola primaria
Matematica

RoboCOUNT

Proprietà dell’addizione, tara, peso netto e peso lordo, misure. La matematica smette di essere sul quaderno e diventa un’operazione che il robot deve eseguire correttamente.

Tecnologia

RoboFACTORY

Modelli di produzione e metodo scientifico, attraverso la metafora della fabbrica.

Coding

RoboBLOCK

Principi di coding e programmazione visuale a blocchi: movimentazione, cicli, disegno sul piano.

11–13 anni Secondaria di primo grado
Matematica

RoboAXES

Il piano cartesiano, la differenza tra movimenti in giunti e cartesiani, la costruzione di una gru come problema reale.

Tecnologia

RoboINDUSTRY

Storia della robotica, supply chain, modelli e dinamiche di produzione, primi elementi di business plan.

Coding

RoboBIT

Sistema binario, gestione dell’informazione, pensiero computazionale e costrutti logici di base.

14–19 anni Secondaria di secondo grado
Matematica

RoboCHART

Geometria analitica: punti e rette sul piano cartesiano, relazioni fisiche lineari.

Coding

RoboPROGRAM

Dal diagramma di flusso al programma: analisi del problema, sintassi, sviluppo.

Coding avanzato

RoboPYTHON

Programmazione del robot in linguaggio testuale.

Interdisciplinare

RoboHISTORY

Le rivoluzioni industriali, l’organizzazione del lavoro, gli scenari futuri dell’automazione: gli studenti diventano un innovation hub che deve prefigurare il domani.

Livelli base e intermedio disponibili per diversi moduli. Non trovi il tuo caso? Progettiamo percorsi su misura, anche pluriennali e interdisciplinari.

Per chi decide

Cosa resta, quando i robot vengono spenti

Competenze verificate, non impressioni

Ogni percorso si chiude con una verifica dell’apprendimento: sai cosa hanno acquisito i tuoi studenti.

Pensiero computazionale, problem solving, pensiero critico

Non come etichette da mettere nel PTOF, ma come processi che gli studenti hanno effettivamente attraversato: analizzare un problema, scomporlo, provare, sbagliare, correggere.

Ragazzi che di solito restano indietro, e davanti al robot si accendono

Il learning by doing cambia le gerarchie della classe: chi è bravo con le mani, chi ragiona per tentativi, chi coordina il gruppo trova finalmente il suo spazio.

Nessun carico organizzativo aggiuntivo su di te

Robot, materiali, facilitatore, struttura della giornata: portiamo tutto noi.

Il tuo lavoro continua dopo

Il docente resta al centro: ti lasciamo i materiali e gli spunti per riprendere in classe i concetti affrontati.

Un'esperienza che gli studenti raccontano a casa

E che rende visibile alle famiglie il lavoro che la scuola sta facendo sull’innovazione.

TalentX in Lanziani Hub — Lago Sirino, Nemoli (PZ)

Un hub sul Lago Sirino, non un'aula qualsiasi

TalentX vive dentro LANZIANI HUB, l’ecosistema di innovazione di Nemoli, in Basilicata: il posto dove imprese, professionisti e scuole si incontrano.
Qui è nato il primo e.DO Learning Center del centro-sud Italia.

Per una classe questo significa una cosa molto semplice: entrare in un luogo dove l’innovazione non è un argomento, è quello che ci si fa dentro tutti i giorni. Attorno al lago natura e tecnologia avanzata che convivono, a dimostrazione che il futuro si può costruire anche qui, nel cuore del sud.

860A9AA1 5A36 47CF 8C93 4C3646C79A7D scaled
L'hub sul Lago Sirino: la classe arriva in un ambiente di innovazione reale, non in una ricostruzione didattica.
Per i docenti

E se il talento da far crescere fosse anche il tuo?

La tecnologia non sostituisce nessun insegnante: lo mette in condizione di fare cose che prima non poteva fare. Per questo, accanto ai percorsi per gli studenti, lavoriamo anche con i docenti.

Formazione formatori

I docenti scoprono le tecnologie, progettano ed erogano una sessione con e.DO e diventano facilitatori certificati.

Teacher Hub

Percorsi personalizzati di aggiornamento sulle competenze digitali applicate alla didattica.

Affiancamento sui progetti

PNRR, avvisi regionali per i laboratori STEM, ampliamento dell’offerta formativa.

Come scriveva Alvin Toffler, l’analfabeta del XXI secolo non è chi non sa leggere e scrivere, ma chi non sa imparare, dis-imparare e re-imparare. Vale per gli studenti. Vale, con più forza, per chi li accompagna.

Chiarezza

Diciamolo con chiarezza

È per te se…

Non è per te se…

Se ti riconosci nella prima colonna, siamo dalla stessa parte.

Domande frequenti

Le obiezioni, dette senza giri di parole

Quattro ore, con una struttura precisa: accoglienza, moduli di lavoro, pausa, verifica dell’apprendimento, feedback conclusivo. Su richiesta progettiamo formati più lunghi, settimane STEM e campus.

Entrambe le cose. L’esperienza completa è al Learning Center sul Lago Sirino; per molte attività ci spostiamo con i robot direttamente nella tua scuola.

Si lavora per isole, con gruppi piccoli attorno a ogni robot. Ci dici la numerosità della classe e dimensioniamo insieme.

No. Ogni percorso ha un livello di ingresso calibrato sull’età e sull’esperienza pregressa. Si parte da dove sono.

Sta con la classe, insieme al facilitatore. Molti docenti ci dicono che è l’occasione per vedere i propri studenti da un’angolazione nuova. Se vuoi un ruolo più attivo, esiste il percorso di formazione formatori.

Nella maggior parte dei casi sì, e ti aiutiamo a inquadrare l’attività nel progetto giusto. Non facciamo promesse sull’esito di una procedura che non dipende da noi: ti diamo i documenti e il supporto tecnico che servono.

Dipende da percorso, numero di classi e sede. Ti mandiamo un preventivo chiaro dopo la prima call, senza sorprese e senza voci nascoste.

Il primo passo

Dal Talento Nasce il Futuro. Iniziamo dal talento dei tuoi studenti.

Ogni ragazzo ha un fattore X: qualcosa che sa fare meglio di chiunque altro e che spesso, tra un’interrogazione e l’altra, non trova occasione di uscire allo scoperto. Un robot da montare, programmare e far funzionare è una di quelle occasioni.

Raccontaci la tua scuola. Ti diciamo con onestà se possiamo esserti utili e come.

Risorsa
info@talentx.it WhatsApp diretto +39 0973 195 09 60 c/o LANZIANI HUB — Lago Sirino, Nemoli (PZ)

Risposta entro 24 ore lavorative.
Nessun impegno, nessun automatismo commerciale:
ti contatta una persona.

Eugenio Marinelli

Attore – Doppiatore

In qualità di doppiatore ha prestato la voce a: Gene Wilder, Elliot Gould, David Suchet (Poirot), John Goodman, Jean Reno, John Candy, Armand Assante, Gerard Depardieu, Jim Belushi, ecc. Fra le serie tv ha diretto:  Hercule Poirot, Nypd, Flipper, Murder one, Il principe di belair, Profiler, Elite 1e 2, 3 ecc…

CINEMA: Notti Magiche (regia Paolo Virzì), Il fuggiasco (regia A. Manni), I Giudici – nel ruolo di Pippo Calò (regia Ricky Tognazzi), Il Prefetto di Ferro (regia Pasquale Squitieri), Altrove (regia Enzo Balestrieri).

TELEVISIONE: L’amante dell’Orsa Maggiore e Strada senza Uscita (RAI 1, regia A.G.Majano); Quei 36 gradini  e  La Piovra 5(RAI1, regia L.Perelli), La luna nel pozzo (RAI 2, regia Enzo Balestrieri), Il caso Giner (RAI 3  telefono giallo di Augias), Milagros(telenovela per Rete4, 100 puntate nel ruolo di Damien), Caro Maestro (regia Rossella Izzo), Il maresciallo Rocca e La Memoria e il perdono (RAI 1, regia Giorgio Capitani), L’ispettore Giusti (regia S. Martino), Un prete fra noi III° serie (regia  R. Donna), Turbo(regia A. Bonifacio), Sei forte maestro II°( regia C. Risi),Un caso di coscienza (RAI 1, regia L. Perelli), Carabinieri e Distretto di Polizia 6 (regia A. Grimaldi), Gentedimare2 (RAI1, regia G. Serafini), Il Capitano 2 (RAI 1, regia Vittorio Sindoni) RIS  4 Questa è la mia terra 2 e Amore e Vendetta e Solo per amore 2 (R. Mertez), Provaci Ancora Prof 4 (Rai 1), Applausi e Sputi regia di Ricky Tognazzi.

TEATRO: ha lavorato con Lorenzo Salveti, Lauretta Masiero, Pino Micol, Riccardo Cavallo, Patric Rossi Gastaldi, A. Kost, Fabio Crisafi ,C. Frosi, M. Landi, Antonello Riva, Berto Gavioli, Ugo Margio, ecc.

RADIO: 1977/88  Speaker per Radio Lazio, diretta da Claudio Villa; 1980/93  Conduttore dei programmi per la Rai corporation di New York

Jacopo Mauriello

Attore – Doppiatore

Diplomato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna in Recitazione e Doppiaggio. Docenti Silvia Luzzi, Massimo Giuliani e Rodolfo Bianchi. Si perfeziona con Micheal Margotta (allievo diretto di Lee Stransberg e all’Actor Studio di New York) ; con  Barbara Enrichi (vincitrice del David di Donatello come miglior attrice non protagonista). Master “Il Dialogo” di Silvia Luzzi presso Accademia Nazionale del Cinema, Bologna.

Ratatouille, percorso di perfezionamento professionale sul monologo e spettacolo : testi tratti da Apocalypse Now, La 25° Ora, L’Attimo fuggente, Festen ecc…C.N.T Teatrocittà. Partecipa al progetto Penis Project  di P. Schiavo per il Roma Fringe festival. C.N.T Teatrocittà

CORTOMETRAGGI. How to promote a movie – Regia di D. Misischia. Otto minuti – Regia di Luca Dal Canto. Ruolo: Co-Protagonista. Petis Amis – Regia di D. Albano. Ruolo: Protagonista. Take Off – Regia di A. Capanna. Un tarlo nell’orecchio – Regia di G. Fenocchi. Exit -Regia di G. Fenocchi e Filippo Cursio. Ruolo: Protagonista.

Paolo Madonna

Ammesso e frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” per il triennio 20/22.

Frequenta il Lab c/o Centro Sperimentale di Cinematografia a cura di Giancarlo Giannini

Ammesso al Seminario Propedeutico di Recitazione c/o Centro Sperimentale di Cinematografia per il triennio 2020/2022. Lab di recitazione con Danilo Nigrelli; Daniele Parisi e Luciano Colavero. Lab di Commedia dell’ Arte con Andrea Pangallo c/o Teatro della Scaletta

 Masterclass di recitazione Cinematografica con il Casting Director Dario Ceruti

Seminario di recitazione “Cechov e Noi” a cura di Eljana Popova c/o teatro Azione Campus. Seminario di recitazione “Officina dell’attore” a cura di Filippo Gili. Corso di doppiaggio presso Magma Lab Studio Direzione Artistica di Teo Bellia. Diploma presso Accademia Professionale di recitazione “Padiglione Ludwig”Direzione Artistica di Roberto Valerio e Martino D’ Amico (Docenti: Mauro Avogadro; Filippo Gili; Roberto Valerio; Carlotta Viscovo; Claudia Vegliante; Patrizia Hartman; Pietro Bontempo; Elisabetta Piccolomini; Sabrina Scuccimarra; Martino D’ Amico; Marcello Cotugno)

TEATRO Enaiat l’incredile storia, C.N.T Teatrocittà, regia di P. Schiavo. Jacques e il suo Padrone di Milan Kundera – Regia di Danilo Nigrelli,Cucina Buona In Tempi Cattivi ( testo di Francesco Battaglia)– Regia di Matteo Finamore; Compagnia Fucina Zero. Il Gabbiano di Anton Cechov – Regia di Luca De Bei. Hedda Gabler di Henrik Ibsen – Regia di Veronica Cruciani. La Piccola Città di Thornton Wilder- Regia di Marcello Cotugno Verso la Guerra di Carlo Goldoni- Regia di Roberto Valerio. Concorso in Divenire (Teatro Danza) – Regia di Valeria Andreozzi

Antonio De Stefano

Si diploma al Centro di formazione e Allenamento alle arti sceniche ACTING CREAZIONE RICERCA, diretto da Lucilla Lupaioli.

Studia educazione della voce con Valeria Benedetti Michelangeli; movimento scenico con Alberto Bellandi; canto con Evelina Meghnagi; metodo linklater con Antonella Voce; danza con Paola Sorressa e Susanna Odevaine; aikido con il maestro Mario Comite.

Prosegue il suo percorso professionale motivato dalla convinzione che coltivare contesti di ricerca, costruzione e creazione collettiva, aggiunga valore al suo lavoro. Significativi i progetti con la regista Lucilla Lupaioli e la Compagnia Bluestocking (tra i principali: Falsae Praetextae, finalista al Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche Dante Cappelletti 2013; Siamotuttigay –debutto al Todi Festival 2013; Darkroom e Il viaggio dell’eroe, Non perdo niente -Totally over you- di Mark Ravenhil, Primo Dicembre e Bric a Brac di L.Lupaioli, per la regia di Alessandro Di Marco) Lavora con Formiche di Vetro Teatro, sotto la direzione di Luca Trezza e con la Compagnia Teatro A – fondata da Arnaldo Ninchi e diretta dalla regista russa Valeria Freiberg.

Prende parte al Romeo e Giulietta di W.Shakespeare al Globe Theatre di Roma per la regia di Gigi Proietti. Per il cinema e la televisione: Le rose della Signora Wesmaker di Piermaria Cecchini; Ettore Spalletti: lo spazio che accoglie lo sguardo di Christian Angeli; videoclip del brano La maestrina di Fabrizio Fraioli, regia di Estefania Lochtenberg.

Nel 2014 è tra i cofondatori della CNT Compagnia Nuovo Teatro, diretta da Patrizia Schiavo, sotto la cui regia lavora agli allestimenti di Canto Clandestino, Umanità a numero chiuso, Io semplicemente noi, Picciridda, Penis Project.

Patrizia Schiavo

Direzione artistica. Attrice, regista, autrice, formatrice e insegnante di teatro.

Si forma seguendo, ancora giovanissima, diversi percorsi e metodologie in Italia e all’estero. Lavora con maestri come Dario Fo, Leo de Berardinis, Roberto Guicciardini, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Ugo Gregoretti, Giancarlo Cauteruccio e altri; con diverse compagnie teatrali e attori come (Giulio Brogi, Flavio Bucci, R. Giovampietro, Oreste Lionello, Regina Bianchi, V. Zernizt, Aldo Reggiani, C. Clery, Lello Arena e altri), affrontando diversi generi e autori, classici e contemporanei, con una attenzione particolare alla ricerca e al Teatro di impegno civile.

Ha frequentato il Lee Strasberg Institute di Los Angeles, ha continuato a perfezionarsi con Micael Margotta, Doris Hichs, Francesca de Sapio e Beatrice Bracco, costruendo con gli anni una propria strategia formativa mirata allo sviluppo e al potenziamento delle risorse individuali (rapporto tra espressività ed emozioni, vissuti e personaggi, creatività e self leadership). Collabora con la radio Rai e con la Rtsi in qualità di attrice.

Dal 93 tiene seminari e corsi di teatro in Italia, Svizzera, Germania e Olanda. Dal 1995 al 2001 dirige artisti provenienti da diverse parti del mondo all’interno di un progetto multiculturale contro la violenza e il razzismo, organizzato dall’Interkunst di Berlino.

Nel 94 fonda a Locarno, in Svizzera la C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro, lavorando come autrice, attrice e regista.
Dal 2000 conduce corsi di formazione in ambito aziendale (tra cui Bnl, Tim, Ferrari, Terna, Social Change): “Public speaking”, “Teatro d’impresa”, creatività e comunicazione, gestione del conflitto. Docente presso “La palestra dell’attore”, la Scuola Svizzera e il Goethe Institut di Roma.

Nel 2014 fonda a Roma con un gruppo di giovani attori la nuova CNT e nel 2016 apre Teatrocittà, all’interno di un progetto di riqualificazione socio-culturale e urbanistica, in zona Torrespaccata alle spalle degli studi di Cinecittà.

Tra le varie iniziative la rassegna di corti teatrali: “Frammenti al femminile”, workshop e contest come “Corpo mobile”, dedicato alla danza contemporanea e il progetto “Parla con lei” per una nuova cultura della parità e del rispetto aperto con lo spettacolo molto amato da pubblico e critica,”Il laboratorio della Vagina”.

ENAIAT
l'incredibile storia

E’ la storia di un viaggio incredibile, un’odissea durata circa otto anni, dall’Afghanistan, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano che per essere salvato, viene “abbandonato” dalla madre… tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.Il padre derubato e ucciso dai banditi, provoca nei pashtun, proprietari delle merci rubate, voglia di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell’uomo.  

L’etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, soggiogata dai talebani, e sua madre non aveva altra possibilità di evitargli una fine terribile se non portandolo via dall’Afghanistan.
In Pakistan si ritrova solo, senza denaro e senza la minima idea di cosa fare, se non la voglia disperata di vivere e di mantenere fede ai tre insegnamenti che la madre, prima di tornare in Afghanistan, gli lascia come regola di vita: non fare mai uso di droghe, non usare armi per colpire un altro essere umano, non rubare ma guadagnarsi da vivere lavorando.

Enaiat racconta la violenza che lo ha circondato da sempre, a partire da quando ha visto uccidere dai talebani il suo maestro colpevole solo di non aver voluto chiudere la scuola. Ma in lui prevale sempre il desiderio di farcela, di iniziare una nuova vita, facendo i lavori più umili e faticosi, sempre con il sorriso sulle labbra e riconoscenza per coloro che gli danno un giaciglio o un po’ di cibo come il padrone del Samavat dove la madre l’aveva lasciato o il mercante che gli fa vendere la merce al bazar.

Riesce a fare amicizia con altri bambini hazara anche loro soli e costretti a vivere lavorando. Insieme ad uno di loro, Sufi, dal Pakistan raggiunge con un trafficante di uomini l’Iran, lavorando poi duramente in un cantiere per riuscire a pagarsi il viaggio.

In Iran il cantiere diventa la sua casa e la sua prigione. Nessuno esce dal cantiere per paura di essere preso dalla polizia, fanno i turni solo per andare a fare la spesa. Poi dopo le ennesime ingiustizie, gli sgomberi, i rimpatri, le botte prese dai poliziotti, decide di raggiungere la Turchia, scalando le montagne per circa un mese, di notte per non essere visti, al freddo, senza cibo. E dopo tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto circa cinquanta centimetri, Istanbul. Ma in Turchia non c’è lavoro, così Enaiatollah e i suoi amici, che convince a pagargli il viaggio poiché sapeva qualche parola di inglese, partono di notte con un gommone a remi per la Grecia, senza salvagente, una follia dettata dall’entusiasmo e dall’incoscienza come prova che si possa anche vincere una sfida impossibile.

Insomma rischiare di essere scoperto e rimandato indietro o di perdere la vita, considerando che Enaiat è solo un bambino, sono prove così drammatiche che solo alcuni fortunati riescono a superare.  Per fortuna incontra persone che hanno umanità nei confronti di questo ragazzino educato e terribilmente solo.

Sono proprio questi pochi, ma fondamentali incontri che hanno permesso a Enaiatollah di arrivare a Torino, trovare una famiglia che lo ha preso in affido, studiare e costruirsi un futuro.

Quanti possono dire la stessa cosa? Quanti sono invece spariti nei doppifondi di un camion, congelati sulle montagne che tentavano di attraversare, o ingoiati dal mare? Ci sentiamo sereni per la vittoria di uno o dobbiamo vergognarci per la sconfitta (che significa quasi sempre morte) di tanti?

Ti richiamiamo noi!