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ENAIAT

L’incredibile storia

Una storia straordinaria, esemplare, dal grande potere di trasformazione personale e collettiva. Uno stimolo per tutti, adulti e ragazzi a considerare
il valore, il coraggio, la qualità delle nostre vite e l’importanza delle nostre scelte.

Liberamente tratto da “Nel mare ci sono i coccodrilli – storia vera di Enaiatollah Ahkbari” di Fabio Geda

Regia e Drammaturgia di Patrizia Schiavo
con Antonio De Stefano, Paolo Madonna, Eugenio Marinelli, Jacopo Mauriello, Patrizia Schiavo

C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro – www-teatrocitta.org Con il patrocinio di Amnesty International

IL PROGETTO

Trasformare il progetto teatrale tratto dall’incredibile storia vera di Enaiatollah Ahkbariin un video in alta definizione da proporre attraverso piattaforme on demand.

Coinvolgere le scuole a partire da quelle con forte presenza multietnica, per sensibilizzare i ragazzi sui temi: immigrazione, emarginazione, discriminazione sociale, economica, religiosa.

E restituire l’esperienza attraverso un Docufilm che contenga storie, testimonianze, domande dei ragazzi come osservatorio e verifica del percorso e degli obiettivi prefissati e anche possibilità di condivisione di buone pratiche per la replicabilità del progetto.

il racconto di una
storia emozionante

È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano
che per essere salvato, viene "abbandonato" dalla madre...
tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.

Enaiat & C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro

Perché sostenerci

Perché la pandemia, oltre alle vittime dirette, ha creato un aumento di abusi, violenze, paure e conflitti, disturbi comportamentali, dispersione scolastica, e non ha certo favorito l’integrazione sociale e il rispetto per le diversità e le minoranze.

Perché mai come in questo momento c’è bisogno di occasioni di vicinanza, incontro, inclusione, espressione. Bisogno di compensare, per bambini e ragazzi, la totale assenza di ampliamento dell’offerta formativa imposta dalla pandemia, attraverso l’annullamento di uscite didattiche, viaggi d’istruzione, laboratori!

Perché chi si occupa di impegno civile, oggi come non mai, ha bisogno di una rete di sostenitori che credano che attraverso la cultura, il teatro e la formazione, si possa generare crescita nel singolo e nella comunità!

Perché questo progetto, (tanto più che ormai è quasi un anno che il Covid ci impedisce di lavorare), ci permette di proseguire la nostra Mission, quella stessa che, in un quartiere dimenticato della periferia romana, ci ha armato di coraggio, volontà e resilienza nel trasformare, un locale del comune abbandonato e adibito a discarica in uno spazio culturale: TEATROCITTÀ, CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA, prezioso presidio culturale dove vivere il teatro come arte, strumento di denuncia, incontro, confronto e trasformazione sociale.

C.N.T.
COMPAGNIA NUOVO TEATRO

chi siamo

Il primo nucleo della C.N.T. nasce in Svizzera nel 1994 sotto la direzione artistica dell’attrice-regista formatrice Patrizia Schiavo con l’obiettivo di sviluppare un linguaggio teatrale capace di abbattere frontiere linguistiche e culturali e ricercare un “teatro necessario”. Significativa sul piano dell’impegno civile e sociale la collaborazione con l'Interkunst di Berlino per i progetti contro la violenza e il razzismo e il D.N.A di Amsterdam. La NUOVA CNT, animata dall’impegno civile e ampliata da giovani talenti under 35 si costituisce nel 2014 a Roma all’interno del C.S.L. comitato di sviluppo locale, progetto, partito dall’Università Roma3, per la riqualificazione di un quartiere degradato della periferia romana, alle spalle degli studi di Cinecittà. Nel 2016 trasforma un locale del comune abbandonato e adibito a discarica in uno spazio culturale: TEATROCITTÀ CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA, prezioso presidio culturale dove promuovere i valori della legalità, della parità e del rispetto; contribuire a creare crescita e consapevolezza nella comunità; vivere il teatro come mission, strumento di denuncia, incontro, confronto e trasformazione sociale.

985

CLUB MEMBERS

40

KM TRACKS

125

INSTRUCTORS

30

below Celsius

il cast

ENAIAT - l'incredibile storia

C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro – www.teatrocitta.org
Con il patrocinio di Amnesty International

Tel. xxx.xxxxxxx
Email: [email protected]

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ENAIAT
l'incredibile storia

E’ la storia di un viaggio incredibile, un’odissea durata circa otto anni, dall’Afghanistan, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano che per essere salvato, viene “abbandonato” dalla madre… tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.Il padre derubato e ucciso dai banditi, provoca nei pashtun, proprietari delle merci rubate, voglia di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell’uomo.  

L’etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, soggiogata dai talebani, e sua madre non aveva altra possibilità di evitargli una fine terribile se non portandolo via dall’Afghanistan.
In Pakistan si ritrova solo, senza denaro e senza la minima idea di cosa fare, se non la voglia disperata di vivere e di mantenere fede ai tre insegnamenti che la madre, prima di tornare in Afghanistan, gli lascia come regola di vita: non fare mai uso di droghe, non usare armi per colpire un altro essere umano, non rubare ma guadagnarsi da vivere lavorando.

Enaiat racconta la violenza che lo ha circondato da sempre, a partire da quando ha visto uccidere dai talebani il suo maestro colpevole solo di non aver voluto chiudere la scuola. Ma in lui prevale sempre il desiderio di farcela, di iniziare una nuova vita, facendo i lavori più umili e faticosi, sempre con il sorriso sulle labbra e riconoscenza per coloro che gli danno un giaciglio o un po’ di cibo come il padrone del Samavat dove la madre l’aveva lasciato o il mercante che gli fa vendere la merce al bazar.

Riesce a fare amicizia con altri bambini hazara anche loro soli e costretti a vivere lavorando. Insieme ad uno di loro, Sufi, dal Pakistan raggiunge con un trafficante di uomini l’Iran, lavorando poi duramente in un cantiere per riuscire a pagarsi il viaggio.

In Iran il cantiere diventa la sua casa e la sua prigione. Nessuno esce dal cantiere per paura di essere preso dalla polizia, fanno i turni solo per andare a fare la spesa. Poi dopo le ennesime ingiustizie, gli sgomberi, i rimpatri, le botte prese dai poliziotti, decide di raggiungere la Turchia, scalando le montagne per circa un mese, di notte per non essere visti, al freddo, senza cibo. E dopo tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto circa cinquanta centimetri, Istanbul. Ma in Turchia non c’è lavoro, così Enaiatollah e i suoi amici, che convince a pagargli il viaggio poiché sapeva qualche parola di inglese, partono di notte con un gommone a remi per la Grecia, senza salvagente, una follia dettata dall’entusiasmo e dall’incoscienza come prova che si possa anche vincere una sfida impossibile.

Insomma rischiare di essere scoperto e rimandato indietro o di perdere la vita, considerando che Enaiat è solo un bambino, sono prove così drammatiche che solo alcuni fortunati riescono a superare.  Per fortuna incontra persone che hanno umanità nei confronti di questo ragazzino educato e terribilmente solo.

Sono proprio questi pochi, ma fondamentali incontri che hanno permesso a Enaiatollah di arrivare a Torino, trovare una famiglia che lo ha preso in affido, studiare e costruirsi un futuro.

Quanti possono dire la stessa cosa? Quanti sono invece spariti nei doppifondi di un camion, congelati sulle montagne che tentavano di attraversare, o ingoiati dal mare? Ci sentiamo sereni per la vittoria di uno o dobbiamo vergognarci per la sconfitta (che significa quasi sempre morte) di tanti?

Ti richiamiamo noi!