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LANZIANI HUB FRAMEWORKS

Sviluppa la struttura portante della tua evoluzione.

Accelera e dai valore ai tuoi processi di crescita e alle tue competenze.

Save the date!

18 ottobre 2021 - 8 novembre 2021 - 29 novembre 2021

LANZIANI HUB FRAMEWORKS

Sviluppa la struttura portante
della tua evoluzione.

Accelera e dai valore ai tuoi processi di crescita e alle tue competenze.

Save the date!

18 ottobre 2021
8 novembre 2021
29 novembre 2021

young photographer

I Lanziani Hub Frameworks sono learmature portanti” che sostengono i percorsi di crescita individuale, come la trama di pilastri e di travi sorregge un edificio.

Poggiano sui principi fondanti di Lanziani Hub: senza la piena consapevolezza di sé non si arriva alla piena accettazione-realizzazione e da qui all’evoluzione.
La formazione è condivisione.

I Frameworks definiscono e incorniciano l’intero quadro costruttivo, nostro e di chi li adotta: l’organizzazione, le idee, le esperienze per migliorare le competenze e per utilizzarle al tempo e nel modo giusto.

Ogni LH Framework poggia su un pilastro che tiriamo su a mano, di persona, non con corsi virtuali a distanza: per questo è richiesta la partecipazione agli appuntamenti “in presenza”, nel pieno rispetto delle regole sugli eventi formativi.

Per funzionare, il nostro deve essere un incontro, nelle date e intorno ai temi che più ti interessano; senza ulteriori impegni.

Dopo aver partecipato ai tre
LH Frameworks di circa due ore ciascuno, farai chiarezza su come avere:

18 Ottobre 2021
LH FRAMEWORK “Mentalità volta al risultato”

una mentalità volta alla corretta direzione, al risultato da raggiungere e non al mero superamento dei problemi. Sarai in grado di orientare pensieri, azioni e Talento verso uno Scopo (e viceversa!);

8 Novembre 2021
LH FRAMEWORK “Softskills tools”

una cassetta degli attrezzi in cui le tue softskills sono ben evidenziate e ordinate e a tua immediata disposizione sul campo. Leadership; capacità di guidare il cambiamento e prepararsi al futuro; attenzione alle prestazioni del team e facilità nell'affrontare le sfide sul posto di lavoro; gestire conversazioni difficili; affrontare la complessità... Nel procedere nella corretta direzione non ti mancheranno i ferri del mestiere.

29 novembre 2021
LH FRAMEWORK “Come allearsi il tempo”

un nuovo alleato: il tempo! Un set di corretti processi operativi, di priorità opportunamente identificate e preordinate e la consapevolezza che il vero problema non è la mancanza di tempo ma, ancora una volta, la mancanza di direzione. È vero, il tempo vola, ma tu puoi esserne il pilota.

RACHELE DI BONA

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Alla guida degli LH Frameworks del 18 ottobre e dell’8 e 29 novembre 2021, la formatrice, coach e psicologa Rachele Di Bona, che abbiamo il piacere di ospitare nuovamente a distanza di tre anni da un memorabile evento formativo tenutosi  nell’autunno 2018, completamente sold out in soli due giorni!

Autrice del libro “La mappa delle personalità”, Rachele incarna perfettamente il credo dell’Hub per cui la consapevolezza – “arma costruttiva di massa” – si acquisisce con l’esperienza sul campo e non (solo) con gli anni di lavoro.

Esperienza che l’ha portata dapprima ad esplorare l’evoluzione dell’enneagramma, ricavandone un vero e proprio Manuale operativo per conoscere meglio se stessi e gli altri e migliorarne le interazioni, per approdare agli attuali studi e pratica dell’analisi esistenziale, che oggi applica nelle attività di coaching personale, di gruppo e aziendale.

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Alla guida degli LH Frameworks del 18 ottobre e dell’8 e 29 novembre 2021, la formatrice, coach e psicologa Rachele Di Bona, che abbiamo il piacere di ospitare nuovamente a distanza di tre anni da un memorabile evento formativo tenutosi  nell’autunno 2018, completamente sold out in soli due giorni!

Autrice del libro “La mappa delle personalità”, Rachele incarna perfettamente il credo dell’Hub per cui la consapevolezza – “arma costruttiva di massa” – si acquisisce con l’esperienza sul campo e non (solo) con gli anni di lavoro.

Esperienza che l’ha portata dapprima ad esplorare l’evoluzione dell’enneagramma, ricavandone un vero e proprio Manuale operativo per conoscere meglio se stessi e gli altri e migliorarne le interazioni, per approdare agli attuali studi e pratica dell’analisi esistenziale, che oggi applica nelle attività di coaching personale, di gruppo e aziendale.

Rachele al Lanziani Hub nel 2018
Rachele al Lanziani Hub nel 2018

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18 Ottobre 2021
ore 18:00

LH FRAMEWORK
“Mentalità volta al risultato”

8 Novembre 2021
ore 18:00

LH FRAMEWORK
“Softskills tools”

29 novembre 2021
ore 18:00

LH FRAMEWORK
“Come allearsi il tempo”

LANZIANI HUB,
laboratorio di sistemi.

Un vero e proprio “laboratorio di sistemi”. Il sistema dei talenti e il sistema dei risultati, degli scopi. Quello delle soluzioni non convenzionali e degli approcci tradizionali. Il sistema delle autentiche competenze e delle loro applicazioni nel mondo delle imprese, delle opportunità che offre il territorio e delle modalità per esaltarle.

E, inevitabilmente, il sistema del darsi da fare e del lasciar fare; dello sporcarsi le mani e del restare indifferenti; dell’innovare e del conservare.

L’Hub è il fulcro attorno al quale ruotano le idee del suo fondatore, Nicola Lanziani e di quanti come lui preferiscono concentrarsi sul trovare le soluzioni, invece di continuare ad essere parte dei problemi.

Fuori dai luoghi comuni, un lago comune che offre un “posto mobile” in un mondo affannato alla ricerca del posto fisso: uno spazio fisico e culturale in cui muoversi a proprio piacimento alla ricerca del proprio centro.

DICONO DI RACHELE

Ho conosciuto Rachele più o meno 20 anni fa e, come me, era rimasta folgorata dalla figura del mental coach. Abbiamo cominciato la nostra formazione insieme e da subito sono rimasta profondamente colpita dalla sua passione, dal suo entusiasmo e dalla voglia di mettersi in gioco. Oggi è una grande professionista con un grande cuore che ha mantenuto intatte quelle caratteristiche ed ha riempito il suo zaino di esperienza e ricchezza personale.
Unknown 1
Nicoletta Romanazzi
Rachele è una coach molto preparata e capace. Con il suo entusiasmo contagioso riesce a contagiare il proprio pubblico e comunica con il proprio stesso esempio tutto ciò che vuole insegnare. Insomma è così che deve essere un coach...!
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Chiara Borsato

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Eugenio Marinelli

Attore – Doppiatore

In qualità di doppiatore ha prestato la voce a: Gene Wilder, Elliot Gould, David Suchet (Poirot), John Goodman, Jean Reno, John Candy, Armand Assante, Gerard Depardieu, Jim Belushi, ecc. Fra le serie tv ha diretto:  Hercule Poirot, Nypd, Flipper, Murder one, Il principe di belair, Profiler, Elite 1e 2, 3 ecc…

CINEMA: Notti Magiche (regia Paolo Virzì), Il fuggiasco (regia A. Manni), I Giudici – nel ruolo di Pippo Calò (regia Ricky Tognazzi), Il Prefetto di Ferro (regia Pasquale Squitieri), Altrove (regia Enzo Balestrieri).

TELEVISIONE: L’amante dell’Orsa Maggiore e Strada senza Uscita (RAI 1, regia A.G.Majano); Quei 36 gradini  e  La Piovra 5(RAI1, regia L.Perelli), La luna nel pozzo (RAI 2, regia Enzo Balestrieri), Il caso Giner (RAI 3  telefono giallo di Augias), Milagros(telenovela per Rete4, 100 puntate nel ruolo di Damien), Caro Maestro (regia Rossella Izzo), Il maresciallo Rocca e La Memoria e il perdono (RAI 1, regia Giorgio Capitani), L’ispettore Giusti (regia S. Martino), Un prete fra noi III° serie (regia  R. Donna), Turbo(regia A. Bonifacio), Sei forte maestro II°( regia C. Risi),Un caso di coscienza (RAI 1, regia L. Perelli), Carabinieri e Distretto di Polizia 6 (regia A. Grimaldi), Gentedimare2 (RAI1, regia G. Serafini), Il Capitano 2 (RAI 1, regia Vittorio Sindoni) RIS  4 Questa è la mia terra 2 e Amore e Vendetta e Solo per amore 2 (R. Mertez), Provaci Ancora Prof 4 (Rai 1), Applausi e Sputi regia di Ricky Tognazzi.

TEATRO: ha lavorato con Lorenzo Salveti, Lauretta Masiero, Pino Micol, Riccardo Cavallo, Patric Rossi Gastaldi, A. Kost, Fabio Crisafi ,C. Frosi, M. Landi, Antonello Riva, Berto Gavioli, Ugo Margio, ecc.

RADIO: 1977/88  Speaker per Radio Lazio, diretta da Claudio Villa; 1980/93  Conduttore dei programmi per la Rai corporation di New York

Jacopo Mauriello

Attore – Doppiatore

Diplomato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna in Recitazione e Doppiaggio. Docenti Silvia Luzzi, Massimo Giuliani e Rodolfo Bianchi. Si perfeziona con Micheal Margotta (allievo diretto di Lee Stransberg e all’Actor Studio di New York) ; con  Barbara Enrichi (vincitrice del David di Donatello come miglior attrice non protagonista). Master “Il Dialogo” di Silvia Luzzi presso Accademia Nazionale del Cinema, Bologna.

Ratatouille, percorso di perfezionamento professionale sul monologo e spettacolo : testi tratti da Apocalypse Now, La 25° Ora, L’Attimo fuggente, Festen ecc…C.N.T Teatrocittà. Partecipa al progetto Penis Project  di P. Schiavo per il Roma Fringe festival. C.N.T Teatrocittà

CORTOMETRAGGI. How to promote a movie – Regia di D. Misischia. Otto minuti – Regia di Luca Dal Canto. Ruolo: Co-Protagonista. Petis Amis – Regia di D. Albano. Ruolo: Protagonista. Take Off – Regia di A. Capanna. Un tarlo nell’orecchio – Regia di G. Fenocchi. Exit -Regia di G. Fenocchi e Filippo Cursio. Ruolo: Protagonista.

Paolo Madonna

Ammesso e frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” per il triennio 20/22.

Frequenta il Lab c/o Centro Sperimentale di Cinematografia a cura di Giancarlo Giannini

Ammesso al Seminario Propedeutico di Recitazione c/o Centro Sperimentale di Cinematografia per il triennio 2020/2022. Lab di recitazione con Danilo Nigrelli; Daniele Parisi e Luciano Colavero. Lab di Commedia dell’ Arte con Andrea Pangallo c/o Teatro della Scaletta

 Masterclass di recitazione Cinematografica con il Casting Director Dario Ceruti

Seminario di recitazione “Cechov e Noi” a cura di Eljana Popova c/o teatro Azione Campus. Seminario di recitazione “Officina dell’attore” a cura di Filippo Gili. Corso di doppiaggio presso Magma Lab Studio Direzione Artistica di Teo Bellia. Diploma presso Accademia Professionale di recitazione “Padiglione Ludwig”Direzione Artistica di Roberto Valerio e Martino D’ Amico (Docenti: Mauro Avogadro; Filippo Gili; Roberto Valerio; Carlotta Viscovo; Claudia Vegliante; Patrizia Hartman; Pietro Bontempo; Elisabetta Piccolomini; Sabrina Scuccimarra; Martino D’ Amico; Marcello Cotugno)

TEATRO Enaiat l’incredile storia, C.N.T Teatrocittà, regia di P. Schiavo. Jacques e il suo Padrone di Milan Kundera – Regia di Danilo Nigrelli,Cucina Buona In Tempi Cattivi ( testo di Francesco Battaglia)– Regia di Matteo Finamore; Compagnia Fucina Zero. Il Gabbiano di Anton Cechov – Regia di Luca De Bei. Hedda Gabler di Henrik Ibsen – Regia di Veronica Cruciani. La Piccola Città di Thornton Wilder- Regia di Marcello Cotugno Verso la Guerra di Carlo Goldoni- Regia di Roberto Valerio. Concorso in Divenire (Teatro Danza) – Regia di Valeria Andreozzi

Antonio De Stefano

Si diploma al Centro di formazione e Allenamento alle arti sceniche ACTING CREAZIONE RICERCA, diretto da Lucilla Lupaioli.

Studia educazione della voce con Valeria Benedetti Michelangeli; movimento scenico con Alberto Bellandi; canto con Evelina Meghnagi; metodo linklater con Antonella Voce; danza con Paola Sorressa e Susanna Odevaine; aikido con il maestro Mario Comite.

Prosegue il suo percorso professionale motivato dalla convinzione che coltivare contesti di ricerca, costruzione e creazione collettiva, aggiunga valore al suo lavoro. Significativi i progetti con la regista Lucilla Lupaioli e la Compagnia Bluestocking (tra i principali: Falsae Praetextae, finalista al Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche Dante Cappelletti 2013; Siamotuttigay –debutto al Todi Festival 2013; Darkroom e Il viaggio dell’eroe, Non perdo niente -Totally over you- di Mark Ravenhil, Primo Dicembre e Bric a Brac di L.Lupaioli, per la regia di Alessandro Di Marco) Lavora con Formiche di Vetro Teatro, sotto la direzione di Luca Trezza e con la Compagnia Teatro A – fondata da Arnaldo Ninchi e diretta dalla regista russa Valeria Freiberg.

Prende parte al Romeo e Giulietta di W.Shakespeare al Globe Theatre di Roma per la regia di Gigi Proietti. Per il cinema e la televisione: Le rose della Signora Wesmaker di Piermaria Cecchini; Ettore Spalletti: lo spazio che accoglie lo sguardo di Christian Angeli; videoclip del brano La maestrina di Fabrizio Fraioli, regia di Estefania Lochtenberg.

Nel 2014 è tra i cofondatori della CNT Compagnia Nuovo Teatro, diretta da Patrizia Schiavo, sotto la cui regia lavora agli allestimenti di Canto Clandestino, Umanità a numero chiuso, Io semplicemente noi, Picciridda, Penis Project.

Patrizia Schiavo

Direzione artistica. Attrice, regista, autrice, formatrice e insegnante di teatro.

Si forma seguendo, ancora giovanissima, diversi percorsi e metodologie in Italia e all’estero. Lavora con maestri come Dario Fo, Leo de Berardinis, Roberto Guicciardini, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Ugo Gregoretti, Giancarlo Cauteruccio e altri; con diverse compagnie teatrali e attori come (Giulio Brogi, Flavio Bucci, R. Giovampietro, Oreste Lionello, Regina Bianchi, V. Zernizt, Aldo Reggiani, C. Clery, Lello Arena e altri), affrontando diversi generi e autori, classici e contemporanei, con una attenzione particolare alla ricerca e al Teatro di impegno civile.

Ha frequentato il Lee Strasberg Institute di Los Angeles, ha continuato a perfezionarsi con Micael Margotta, Doris Hichs, Francesca de Sapio e Beatrice Bracco, costruendo con gli anni una propria strategia formativa mirata allo sviluppo e al potenziamento delle risorse individuali (rapporto tra espressività ed emozioni, vissuti e personaggi, creatività e self leadership). Collabora con la radio Rai e con la Rtsi in qualità di attrice.

Dal 93 tiene seminari e corsi di teatro in Italia, Svizzera, Germania e Olanda. Dal 1995 al 2001 dirige artisti provenienti da diverse parti del mondo all’interno di un progetto multiculturale contro la violenza e il razzismo, organizzato dall’Interkunst di Berlino.

Nel 94 fonda a Locarno, in Svizzera la C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro, lavorando come autrice, attrice e regista.
Dal 2000 conduce corsi di formazione in ambito aziendale (tra cui Bnl, Tim, Ferrari, Terna, Social Change): “Public speaking”, “Teatro d’impresa”, creatività e comunicazione, gestione del conflitto. Docente presso “La palestra dell’attore”, la Scuola Svizzera e il Goethe Institut di Roma.

Nel 2014 fonda a Roma con un gruppo di giovani attori la nuova CNT e nel 2016 apre Teatrocittà, all’interno di un progetto di riqualificazione socio-culturale e urbanistica, in zona Torrespaccata alle spalle degli studi di Cinecittà.

Tra le varie iniziative la rassegna di corti teatrali: “Frammenti al femminile”, workshop e contest come “Corpo mobile”, dedicato alla danza contemporanea e il progetto “Parla con lei” per una nuova cultura della parità e del rispetto aperto con lo spettacolo molto amato da pubblico e critica,”Il laboratorio della Vagina”.

ENAIAT
l'incredibile storia

E’ la storia di un viaggio incredibile, un’odissea durata circa otto anni, dall’Afghanistan, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano che per essere salvato, viene “abbandonato” dalla madre… tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.Il padre derubato e ucciso dai banditi, provoca nei pashtun, proprietari delle merci rubate, voglia di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell’uomo.  

L’etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, soggiogata dai talebani, e sua madre non aveva altra possibilità di evitargli una fine terribile se non portandolo via dall’Afghanistan.
In Pakistan si ritrova solo, senza denaro e senza la minima idea di cosa fare, se non la voglia disperata di vivere e di mantenere fede ai tre insegnamenti che la madre, prima di tornare in Afghanistan, gli lascia come regola di vita: non fare mai uso di droghe, non usare armi per colpire un altro essere umano, non rubare ma guadagnarsi da vivere lavorando.

Enaiat racconta la violenza che lo ha circondato da sempre, a partire da quando ha visto uccidere dai talebani il suo maestro colpevole solo di non aver voluto chiudere la scuola. Ma in lui prevale sempre il desiderio di farcela, di iniziare una nuova vita, facendo i lavori più umili e faticosi, sempre con il sorriso sulle labbra e riconoscenza per coloro che gli danno un giaciglio o un po’ di cibo come il padrone del Samavat dove la madre l’aveva lasciato o il mercante che gli fa vendere la merce al bazar.

Riesce a fare amicizia con altri bambini hazara anche loro soli e costretti a vivere lavorando. Insieme ad uno di loro, Sufi, dal Pakistan raggiunge con un trafficante di uomini l’Iran, lavorando poi duramente in un cantiere per riuscire a pagarsi il viaggio.

In Iran il cantiere diventa la sua casa e la sua prigione. Nessuno esce dal cantiere per paura di essere preso dalla polizia, fanno i turni solo per andare a fare la spesa. Poi dopo le ennesime ingiustizie, gli sgomberi, i rimpatri, le botte prese dai poliziotti, decide di raggiungere la Turchia, scalando le montagne per circa un mese, di notte per non essere visti, al freddo, senza cibo. E dopo tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto circa cinquanta centimetri, Istanbul. Ma in Turchia non c’è lavoro, così Enaiatollah e i suoi amici, che convince a pagargli il viaggio poiché sapeva qualche parola di inglese, partono di notte con un gommone a remi per la Grecia, senza salvagente, una follia dettata dall’entusiasmo e dall’incoscienza come prova che si possa anche vincere una sfida impossibile.

Insomma rischiare di essere scoperto e rimandato indietro o di perdere la vita, considerando che Enaiat è solo un bambino, sono prove così drammatiche che solo alcuni fortunati riescono a superare.  Per fortuna incontra persone che hanno umanità nei confronti di questo ragazzino educato e terribilmente solo.

Sono proprio questi pochi, ma fondamentali incontri che hanno permesso a Enaiatollah di arrivare a Torino, trovare una famiglia che lo ha preso in affido, studiare e costruirsi un futuro.

Quanti possono dire la stessa cosa? Quanti sono invece spariti nei doppifondi di un camion, congelati sulle montagne che tentavano di attraversare, o ingoiati dal mare? Ci sentiamo sereni per la vittoria di uno o dobbiamo vergognarci per la sconfitta (che significa quasi sempre morte) di tanti?

Ti richiamiamo noi!

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