L’intelligenza artificiale (AI) è ormai una realtà pervasiva, un cambiamento epocale che sta ridefinendo il nostro modo di vivere e lavorare, non siamo mai stati nella posizione di scegliere se introdurla o meno nelle nostre vite; è già parte integrante del nostro presente e soprattutto del nostro futuro. Questa consapevolezza ci spinge a riflettere profondamente sulle sue implicazioni, specialmente dal punto di vista etico e in linea con la nostra mission.
Per comprendere appieno la portata di questo cambiamento, è utile distinguere tra l’AI tradizionale o discriminativa e l’AI generativa, che sta suscitando tanto interesse negli ultimi tempi.
L’AI tradizionale, basata sul Deep Learning e le reti neurali, eccelle in compiti di classificazione e regressione. Attraverso l’addestramento su vasti dataset, è in grado di riconoscere pattern, etichettare dati (come distinguere un cane da un gatto) o stimare quantità numeriche (come l’altezza di un animale). Il funzionamento di queste reti si ispira al “neurone biologico“, che riceve segnali, li pondera, li somma e, superata una certa soglia, invia un segnale. La non linearità introdotta dalla soglia è cruciale per la complessità che queste reti possono raggiungere. In medicina, ad esempio, l’AI tradizionale è fondamentale per identificare meccanismi di patologie e valutare la probabilità di successo di nuovi farmaci, ottimizzando così gli investimenti in ricerca e sviluppo.
Negli ultimi anni, l’attenzione si è spostata sull’AI generativa, capace di “inventare” cose nuove, come testi e immagini. Questa capacità si basa su architetture come l’autoencoder e il Transformer. L’autoencoder, ad esempio, viene addestrato a riprodurre l’input nell’output, passando attraverso un collo di bottiglia di informazioni. La seconda parte della rete (il decoder) impara così a ricostruire l’input a partire da una rappresentazione compressa. Inserendo numeri casuali nel decoder, si possono generare output inediti.
L’architettura Transformer, evoluzione di questi concetti e basata sul meccanismo dell’attenzione per filtrare le informazioni importanti, è alla base di modelli come ChatGPT. Addestrato a predire la parola successiva in un testo, ChatGPT ha dimostrato capacità sorprendenti di comprensione e generazione del linguaggio naturale. Un aspetto cruciale del suo funzionamento è l’introduzione di un elemento di probabilisticità nella scelta delle parole successive, rendendo i testi generati più umani e meno ripetitivi. Le applicazioni in medicina sono molteplici, dalla navigazione nella vasta letteratura scientifica alla creazione di dataset clinici e al supporto decisionale per i medici, senza sostituirli.
Tuttavia, l’avvento di AI così potenti solleva importanti questioni etiche, la tendenza a sfidare l’AI all’errore sia fuorviante, poiché in molte operazioni la macchina è già più performante dell’uomo. Il vero valore aggiunto dell’essere umano risiede nell’intelligenza emotiva, nel pensiero critico e nella creatività.
Un’area particolarmente sensibile è quella dell’istruzione. La facilità con cui gli studenti possono utilizzare strumenti come ChatGPT per copiare i compiti non deve portare a un approccio negazionista o repressivo. È fondamentale, invece, ripensare le metodologie didattiche, promuovendo esperienze di apprendimento attivo e progetti che stimolino la creatività e il pensiero critico e computazionale, come la costruzione di artefatti digitali o robot. Piattaforme potenziate dall’AI, come quella presentata da Cesaretti, possono guidare gli studenti attraverso domande e spunti di riflessione, senza fornire risposte preconfezionate, mantenendo lo studente al centro del processo di apprendimento.
La nostra mission è intrinsecamente legata a questi temi. Crediamo fermamente che l’innovazione tecnologica, inclusa l’intelligenza artificiale, debba essere guidata da principi etici e posta al servizio del progresso umano. Ciò significa promuovere una comprensione approfondita delle potenzialità e dei limiti dell’AI, incoraggiando un suo utilizzo responsabile e consapevole in tutti i settori, dall’impresa all’educazione.
È cruciale garantire che l’accesso a queste tecnologie sia universale, per evitare la creazione di nuove disuguaglianze sociali. Il nostro impegno è quello di facilitare la transizione verso un futuro in cui l’AI sia uno strumento per la crescita e lo sviluppo di tutti, valorizzando il talento umano e promuovendo la formazione di competenze adeguate alle nuove sfide.
Il mondo del lavoro sarà profondamente trasformato, e chi si ostinerà a non adeguarsi rischia di rimanere indietro o addirittura scomparire. Tuttavia, questo cambiamento offre anche l’opportunità di liberare l’essere umano da compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto, permettendogli di concentrarsi su ciò che lo rende unico: la creatività, la capacità di decisione e l’intelligenza emotiva.
In conclusione, l’intelligenza artificiale è una forza trasformativa inarrestabile. Affrontare le sfide etiche e sociali che porta con sé richiede un approccio proattivo e responsabile, che coinvolga istituzioni, imprese e singoli individui. Come Lanziani Hub, ci impegniamo a essere un catalizzatore di consapevolezza e innovazione etica, contribuendo a costruire un futuro in cui l’AI sia un motore di progresso inclusivo e sostenibile.
