team building

Team building residenziale al Lanziani Hub, Lago Sirino

Una cena aziendale unisce il team per una sera. Tre giorni sul lago lo cambiano per i mesi successivi.

Percorsi residenziali di 2, 3 o 4 giorni per team da 8 a 30 persone. Lavoro sul gruppo in aula, attività outdoor tra lago e montagna, laboratori di robotica e intelligenza artificiale. Progettati partendo da come lavora davvero il tuo team, non da un catalogo.

Rispondi a 5 domande, ti ricontattiamo entro 24 ore lavorative. Nessun impegno.

Come si svolgono 72 ore, in pratica

1 · Uscire dai ruoli

Arrivo, orienteering a squadre miste sul lago, cena insieme. Le persone che in ufficio non si parlano mai qui devono leggere la stessa mappa.

2 · Mettere le mani sui problemi veri

Mattina in aula sui vostri processi reali (tempo, comunicazione, ruoli). Pomeriggio: sfida di robotica a squadre. Sera: grigliata all’aperto o cena vicino al fuoco, nella stessa location.

3 · Portare a casa qualcosa di concreto

Trekking breve all’alba, poi il team scrive i 3 cambiamenti che si impegna a fare nei 30 giorni successivi. Rientro con un piano, non solo con le foto.

Esempio di struttura per il percorso da 3 giorni. Il programma reale viene costruito insieme a te nella call di analisi.

Il problema che conosci già

La pizza aziendale è piacevole. Il lunedì dopo, però, il team è esattamente quello di prima.

Se hai già organizzato una cena, un aperitivo, un pomeriggio di bowling, sai come va: si ride, si sta bene, si torna a casa. E la settimana successiva le stesse mail restano senza risposta, le stesse due persone si evitano nelle riunioni, gli stessi processi si inceppano negli stessi punti.

Cena, aperitivo, serata

Cosa succede davvero

Residenziale di 2–4 giorni

Cosa cambia

Perché il residenziale funziona

Non è la montagna che cambia il team. È dormire fuori, insieme, con un problema da risolvere.

Sette leve che una serata non può attivare e che un percorso residenziale attiva in modo naturale.

Distanza dalle urgenze

Niente “torno un attimo in ufficio”, niente rientro a casa alle 22. Il lago è a un’ora da tutto e questo è un vantaggio: la testa resta qui.

Contesto neutro

Fuori dall’azienda nessuno “gioca in casa”. Il capo non ha la scrivania grande, il nuovo assunto non ha la scrivania piccola. Si riparte alla pari.

Fatica condivisa

Una salita in bici, un fiume da attraversare in gommone, una notte sulla neve con le ciaspole: la fiducia che nasce da una fatica superata insieme non si costruisce a tavola.

Ruoli rimescolati

In un laboratorio di robotica il responsabile amministrativo può scoprire di essere il miglior progettista del gruppo. E il gruppo lo scopre con lui.

Tempo per la sincerità

Le conversazioni che contano succedono la seconda sera, non la prima ora. Un residenziale le rende possibili; una cena le rende impossibili.

La sera si resta

Nessuno torna a casa. Si dorme nella stessa location e la giornata continua tra una grigliata all’aperto e una cena vicino al fuoco.

Un ponte verso il lavoro

Ogni attività viene “tradotta”: cosa ha funzionato qui, cosa lo blocca in ufficio, cosa cambiamo da lunedì. Senza questa traduzione è solo una gita.

Cosa fa il tuo team nei giorni sul lago

Tre dimensioni, un unico filo: rafforzare il gruppo per come lavora ogni giorno.

Ogni percorso combina le tre dimensioni in proporzioni diverse a seconda del team, degli obiettivi e della stagione. Nessuna attività è decorativa: ognuna allena qualcosa di preciso.

01 — Aula

Crescita del team in aula

Sessioni operative sui vostri processi, condotte con il metodo dei laboratori pratici, non della lezione frontale.

Cosa allena: chiarezza. Il team esce sapendo dove perde tempo e con almeno tre cambiamenti concreti decisi insieme.

02 — Outdoor

Attività outdoor

Il Lago Sirino, il Monte Sirino, i fiumi e i sentieri dell’Appennino lucano come palestra per il gruppo.

Cosa allena: fiducia. Chi ha superato un fiume insieme si parla in modo diverso in riunione. Sempre con guide qualificate e alternative per chi non pratica sport.

03 — Hub

Laboratori tecnologici

Nel nostro Hub, con la robotica e l’intelligenza artificiale usate come sfide di squadra, senza competenze tecniche richieste.

Cosa allena: collaborazione sotto pressione. Nessuno sa già farlo, quindi vince chi si organizza meglio, non chi ne sa di più.

Sempre incluso, in ogni percorso

Come funziona

Dalla richiesta al rientro in ufficio, in tre passaggi.

01

Ci racconti il team

Compili il modulo (2 minuti). Ti chiamiamo entro 24 ore lavorative per una call di 30 minuti: quante persone, che problemi vedi, cosa vorresti fosse diverso tra tre mesi.

02

Progettiamo il percorso

Entro pochi giorni ricevi una proposta scritta: programma giorno per giorno, attività scelte per il vostro caso, logistica, alloggio, costi chiari. La rivediamo insieme finché non è quella giusta.

03

Vivete l'esperienza e la portate a casa

Il team arriva al lago. Un facilitatore segue tutto. Le sere si resta insieme, tra grigliate e fuoco. L’ultimo giorno si scrive il piano dei 30 giorni. Un mese dopo ci rivediamo online per vedere cosa è cambiato.

Su cosa non trattiamo

L'essere umano al centro. Non è uno slogan: è un elenco di cose che non facciamo.

Un team building funziona solo se ogni persona torna a casa più rispettata di quando è partita. Per questo lavoriamo con alcune regole fisse.

Nessuna prova umiliante

Niente attività costruite per mettere qualcuno in imbarazzo davanti ai colleghi. Se una prova può ferire una persona, non è una prova: è un errore di progettazione.

Nessuna gara che crea perdenti

Le squadre competono su obiettivi, mai sulle persone. Alla fine di ogni sfida il debriefing riguarda il processo del gruppo, non chi ha “vinto”.

Partecipazione libera alle attività fisiche

Chi non va in bici o non entra in acqua ha sempre un ruolo attivo e utile: navigatore, coordinatore, osservatore. Nessuno viene lasciato a guardare.

Il team decide con noi, non contro di sé

Gli obiettivi del percorso li fissiamo insieme al responsabile, ma vengono condivisi con le persone. Niente agende nascoste, niente “valutazioni” mascherate da gioco.

Rispetto per il territorio e per chi ci lavora

Guide, strutture, cucine: lavoriamo con persone del posto, pagate il giusto. Il lago e la montagna li lasciamo come li abbiamo trovati.

Win-win, davvero

Il percorso è riuscito se ci guadagna l’azienda e ogni singola persona: competenze nuove, relazioni migliori, tre giorni che valeva la pena vivere. Una sola delle due parti non ci basta.

Prima di andare avanti

È il percorso giusto per il tuo team? Ecco come capirlo in trenta secondi.

È per te se…

Non è per te se…

I percorsi

Tre durate, una sola logica: quanto in profondità vuoi andare.

Ogni percorso è residenziale, con alloggio e pasti sul lago inclusi, e viene adattato al vostro team. Le quote sono a persona; nella proposta scritta trovi tutto senza voci nascoste.

2 giorni · 1 notte

Ricarica

Per team che si conoscono ma hanno bisogno di rompere la routine e riallinearsi.

€ ___ a persona

Alloggio e pasti inclusi · IVA esclusa

3 giorni · 2 notti · Il più scelto

Ripartenza

Per team che vogliono affrontare problemi reali e tornare con un piano concreto.

€ ___ a persona

Alloggio e pasti inclusi · IVA esclusa

4 giorni · 3 notti

Rifondazione

Per team in trasformazione: nuova organizzazione, fusione di reparti, nuovi ruoli.

€ ___ a persona

Alloggio e pasti inclusi · IVA esclusa

Progettiamo ogni percorso personalmente e lo seguiamo dal vivo: per questo accogliamo un numero limitato di team ogni mese. Le attività invernali sulla neve dipendono dalla stagione: se vuoi la ciaspolata notturna, prenota per i mesi da dicembre a marzo.

Garanzia del Rientro

Se dopo 30 giorni il team non ha messo in pratica nemmeno uno degli impegni presi sul lago, torniamo noi.

Nel follow-up a un mese verifichiamo insieme il piano scritto l’ultimo giorno. Se nessuno dei tre impegni è stato avviato, organizziamo una sessione aggiuntiva di mezza giornata, online o nella vostra sede, senza costi, per capire cosa ha bloccato il team e rimetterlo in moto. Non vendiamo tre giorni belli: vendiamo quello che succede dopo.

Chi vi accoglie

Un hub sul lago dove aziende, persone e scuole imparano facendo. Da anni.

Il Lanziani Hub nasce a Lago Sirino, a Nemoli, in Basilicata, con un’idea semplice: si impara meglio con le mani, in gruppo, lontano dalla scrivania. Qui è nato il primo e.DO Learning Center di robotica del centro-sud Italia; qui arrivano ogni anno gruppi in formazione residenziale, dagli insegnanti alle aziende.

Il team building residenziale mette insieme tutto quello che facciamo da tempo: la formazione pratica, la tecnologia usata come strumento di collaborazione, e un territorio, tra lago, montagna e mare a mezz’ora, che fa la sua parte. A guidare i percorsi c’è Nicola Lanziani con facilitatori e guide del territorio.

Non siamo un’agenzia di eventi. Siamo un luogo di formazione che ha deciso di applicare ai team aziendali lo stesso metodo che usa da anni con chi viene qui a imparare.

Le domande che ci fanno tutti

Prima di chiedere la proposta, forse ti stai chiedendo…

La quota a persona che vedi nei percorsi include alloggio, pasti, attività, guide, facilitatore, materiali e follow-up. Restano fuori solo il viaggio per arrivare al lago e l’IVA. Nella proposta scritta trovi ogni voce: se una cosa costa, la vedi prima di decidere.

Fai un conto onesto: quante ore a settimana il tuo team perde in riunioni inutili, mail fraintese, lavori rifatti perché non era chiaro chi doveva farli? Se il percorso corregge anche solo uno di questi punti, i giorni sul lago si ripagano in poche settimane. E la Garanzia del Rientro serve proprio a questo.

Nessuna attività outdoor è obbligatoria e ognuna prevede ruoli attivi per chi non partecipa fisicamente (navigazione, coordinamento, cronometraggio, documentazione). In fase di progettazione ci dici chi ha esigenze particolari e costruiamo il programma di conseguenza. Le guide sono qualificate e l’attrezzatura di sicurezza è inclusa.

Al contrario: è il motivo per cui funziona. Quando nessuno è esperto, la squadra vince organizzandosi, non grazie al più bravo. I laboratori sono progettati per chi parte da zero. Se poi il team scopre di volerne sapere di più, ne parliamo dopo.

Indicativamente 6–8 settimane, perché il programma va progettato con te e le strutture e le guide vanno bloccate. Per le attività invernali sulla neve conviene muoversi in autunno.

In strutture sul lago o nelle immediate vicinanze, selezionate da noi, con camere singole o doppie a seconda della richiesta. La cucina è quella del territorio, con attenzione a intolleranze e preferenze che ci segnali prima. La sera si resta insieme: grigliata all’aperto o cena vicino al fuoco.

Il programma ha sempre un piano B per ogni attività outdoor: i laboratori tecnologici e l’aula sono al coperto nell’Hub e le attività all’aperto si spostano o si sostituiscono senza perdere l’obiettivo del percorso.

La parte in aula e i laboratori sono attività formative documentate. Se la tua azienda aderisce a un fondo interprofessionale, valutiamo insieme nella call cosa può rientrare in un piano formativo finanziato. Ti diciamo con onestà cosa è realistico e cosa no.

Il primo passo dura due minuti

Raccontaci il tuo team. Ti richiamiamo entro 24 ore lavorative con le prime idee.

Nessun impegno e nessun preventivo automatico: prima ci parliamo, poi progettiamo. Se dalla call capiamo che il residenziale non è la cosa giusta per voi, te lo diciamo.

Preferisci parlare subito? Chiama +39 328 68 95 267 oppure scrivici su WhatsApp.

[contact-form-7 id="SOSTITUISCI_ID" title="Richiesta team building"]

Risposta entro 24 ore lavorative · I tuoi dati non vengono ceduti a nessuno

Risorsa

Dal talento nasce il futuro.

© 2026 LANZIANI HUB di Nicola Lanziani · Via Lungolago L. Sinisgalli 17, Loc. Lago Sirino, 85040 Nemoli (PZ) · P.IVA 01704350766 · Privacy Policy · Cookie Policy

Eugenio Marinelli

Attore – Doppiatore

In qualità di doppiatore ha prestato la voce a: Gene Wilder, Elliot Gould, David Suchet (Poirot), John Goodman, Jean Reno, John Candy, Armand Assante, Gerard Depardieu, Jim Belushi, ecc. Fra le serie tv ha diretto:  Hercule Poirot, Nypd, Flipper, Murder one, Il principe di belair, Profiler, Elite 1e 2, 3 ecc…

CINEMA: Notti Magiche (regia Paolo Virzì), Il fuggiasco (regia A. Manni), I Giudici – nel ruolo di Pippo Calò (regia Ricky Tognazzi), Il Prefetto di Ferro (regia Pasquale Squitieri), Altrove (regia Enzo Balestrieri).

TELEVISIONE: L’amante dell’Orsa Maggiore e Strada senza Uscita (RAI 1, regia A.G.Majano); Quei 36 gradini  e  La Piovra 5(RAI1, regia L.Perelli), La luna nel pozzo (RAI 2, regia Enzo Balestrieri), Il caso Giner (RAI 3  telefono giallo di Augias), Milagros(telenovela per Rete4, 100 puntate nel ruolo di Damien), Caro Maestro (regia Rossella Izzo), Il maresciallo Rocca e La Memoria e il perdono (RAI 1, regia Giorgio Capitani), L’ispettore Giusti (regia S. Martino), Un prete fra noi III° serie (regia  R. Donna), Turbo(regia A. Bonifacio), Sei forte maestro II°( regia C. Risi),Un caso di coscienza (RAI 1, regia L. Perelli), Carabinieri e Distretto di Polizia 6 (regia A. Grimaldi), Gentedimare2 (RAI1, regia G. Serafini), Il Capitano 2 (RAI 1, regia Vittorio Sindoni) RIS  4 Questa è la mia terra 2 e Amore e Vendetta e Solo per amore 2 (R. Mertez), Provaci Ancora Prof 4 (Rai 1), Applausi e Sputi regia di Ricky Tognazzi.

TEATRO: ha lavorato con Lorenzo Salveti, Lauretta Masiero, Pino Micol, Riccardo Cavallo, Patric Rossi Gastaldi, A. Kost, Fabio Crisafi ,C. Frosi, M. Landi, Antonello Riva, Berto Gavioli, Ugo Margio, ecc.

RADIO: 1977/88  Speaker per Radio Lazio, diretta da Claudio Villa; 1980/93  Conduttore dei programmi per la Rai corporation di New York

Jacopo Mauriello

Attore – Doppiatore

Diplomato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna in Recitazione e Doppiaggio. Docenti Silvia Luzzi, Massimo Giuliani e Rodolfo Bianchi. Si perfeziona con Micheal Margotta (allievo diretto di Lee Stransberg e all’Actor Studio di New York) ; con  Barbara Enrichi (vincitrice del David di Donatello come miglior attrice non protagonista). Master “Il Dialogo” di Silvia Luzzi presso Accademia Nazionale del Cinema, Bologna.

Ratatouille, percorso di perfezionamento professionale sul monologo e spettacolo : testi tratti da Apocalypse Now, La 25° Ora, L’Attimo fuggente, Festen ecc…C.N.T Teatrocittà. Partecipa al progetto Penis Project  di P. Schiavo per il Roma Fringe festival. C.N.T Teatrocittà

CORTOMETRAGGI. How to promote a movie – Regia di D. Misischia. Otto minuti – Regia di Luca Dal Canto. Ruolo: Co-Protagonista. Petis Amis – Regia di D. Albano. Ruolo: Protagonista. Take Off – Regia di A. Capanna. Un tarlo nell’orecchio – Regia di G. Fenocchi. Exit -Regia di G. Fenocchi e Filippo Cursio. Ruolo: Protagonista.

Paolo Madonna

Ammesso e frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” per il triennio 20/22.

Frequenta il Lab c/o Centro Sperimentale di Cinematografia a cura di Giancarlo Giannini

Ammesso al Seminario Propedeutico di Recitazione c/o Centro Sperimentale di Cinematografia per il triennio 2020/2022. Lab di recitazione con Danilo Nigrelli; Daniele Parisi e Luciano Colavero. Lab di Commedia dell’ Arte con Andrea Pangallo c/o Teatro della Scaletta

 Masterclass di recitazione Cinematografica con il Casting Director Dario Ceruti

Seminario di recitazione “Cechov e Noi” a cura di Eljana Popova c/o teatro Azione Campus. Seminario di recitazione “Officina dell’attore” a cura di Filippo Gili. Corso di doppiaggio presso Magma Lab Studio Direzione Artistica di Teo Bellia. Diploma presso Accademia Professionale di recitazione “Padiglione Ludwig”Direzione Artistica di Roberto Valerio e Martino D’ Amico (Docenti: Mauro Avogadro; Filippo Gili; Roberto Valerio; Carlotta Viscovo; Claudia Vegliante; Patrizia Hartman; Pietro Bontempo; Elisabetta Piccolomini; Sabrina Scuccimarra; Martino D’ Amico; Marcello Cotugno)

TEATRO Enaiat l’incredile storia, C.N.T Teatrocittà, regia di P. Schiavo. Jacques e il suo Padrone di Milan Kundera – Regia di Danilo Nigrelli,Cucina Buona In Tempi Cattivi ( testo di Francesco Battaglia)– Regia di Matteo Finamore; Compagnia Fucina Zero. Il Gabbiano di Anton Cechov – Regia di Luca De Bei. Hedda Gabler di Henrik Ibsen – Regia di Veronica Cruciani. La Piccola Città di Thornton Wilder- Regia di Marcello Cotugno Verso la Guerra di Carlo Goldoni- Regia di Roberto Valerio. Concorso in Divenire (Teatro Danza) – Regia di Valeria Andreozzi

Antonio De Stefano

Si diploma al Centro di formazione e Allenamento alle arti sceniche ACTING CREAZIONE RICERCA, diretto da Lucilla Lupaioli.

Studia educazione della voce con Valeria Benedetti Michelangeli; movimento scenico con Alberto Bellandi; canto con Evelina Meghnagi; metodo linklater con Antonella Voce; danza con Paola Sorressa e Susanna Odevaine; aikido con il maestro Mario Comite.

Prosegue il suo percorso professionale motivato dalla convinzione che coltivare contesti di ricerca, costruzione e creazione collettiva, aggiunga valore al suo lavoro. Significativi i progetti con la regista Lucilla Lupaioli e la Compagnia Bluestocking (tra i principali: Falsae Praetextae, finalista al Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche Dante Cappelletti 2013; Siamotuttigay –debutto al Todi Festival 2013; Darkroom e Il viaggio dell’eroe, Non perdo niente -Totally over you- di Mark Ravenhil, Primo Dicembre e Bric a Brac di L.Lupaioli, per la regia di Alessandro Di Marco) Lavora con Formiche di Vetro Teatro, sotto la direzione di Luca Trezza e con la Compagnia Teatro A – fondata da Arnaldo Ninchi e diretta dalla regista russa Valeria Freiberg.

Prende parte al Romeo e Giulietta di W.Shakespeare al Globe Theatre di Roma per la regia di Gigi Proietti. Per il cinema e la televisione: Le rose della Signora Wesmaker di Piermaria Cecchini; Ettore Spalletti: lo spazio che accoglie lo sguardo di Christian Angeli; videoclip del brano La maestrina di Fabrizio Fraioli, regia di Estefania Lochtenberg.

Nel 2014 è tra i cofondatori della CNT Compagnia Nuovo Teatro, diretta da Patrizia Schiavo, sotto la cui regia lavora agli allestimenti di Canto Clandestino, Umanità a numero chiuso, Io semplicemente noi, Picciridda, Penis Project.

Patrizia Schiavo

Direzione artistica. Attrice, regista, autrice, formatrice e insegnante di teatro.

Si forma seguendo, ancora giovanissima, diversi percorsi e metodologie in Italia e all’estero. Lavora con maestri come Dario Fo, Leo de Berardinis, Roberto Guicciardini, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Ugo Gregoretti, Giancarlo Cauteruccio e altri; con diverse compagnie teatrali e attori come (Giulio Brogi, Flavio Bucci, R. Giovampietro, Oreste Lionello, Regina Bianchi, V. Zernizt, Aldo Reggiani, C. Clery, Lello Arena e altri), affrontando diversi generi e autori, classici e contemporanei, con una attenzione particolare alla ricerca e al Teatro di impegno civile.

Ha frequentato il Lee Strasberg Institute di Los Angeles, ha continuato a perfezionarsi con Micael Margotta, Doris Hichs, Francesca de Sapio e Beatrice Bracco, costruendo con gli anni una propria strategia formativa mirata allo sviluppo e al potenziamento delle risorse individuali (rapporto tra espressività ed emozioni, vissuti e personaggi, creatività e self leadership). Collabora con la radio Rai e con la Rtsi in qualità di attrice.

Dal 93 tiene seminari e corsi di teatro in Italia, Svizzera, Germania e Olanda. Dal 1995 al 2001 dirige artisti provenienti da diverse parti del mondo all’interno di un progetto multiculturale contro la violenza e il razzismo, organizzato dall’Interkunst di Berlino.

Nel 94 fonda a Locarno, in Svizzera la C.N.T. Compagnia Nuovo Teatro, lavorando come autrice, attrice e regista.
Dal 2000 conduce corsi di formazione in ambito aziendale (tra cui Bnl, Tim, Ferrari, Terna, Social Change): “Public speaking”, “Teatro d’impresa”, creatività e comunicazione, gestione del conflitto. Docente presso “La palestra dell’attore”, la Scuola Svizzera e il Goethe Institut di Roma.

Nel 2014 fonda a Roma con un gruppo di giovani attori la nuova CNT e nel 2016 apre Teatrocittà, all’interno di un progetto di riqualificazione socio-culturale e urbanistica, in zona Torrespaccata alle spalle degli studi di Cinecittà.

Tra le varie iniziative la rassegna di corti teatrali: “Frammenti al femminile”, workshop e contest come “Corpo mobile”, dedicato alla danza contemporanea e il progetto “Parla con lei” per una nuova cultura della parità e del rispetto aperto con lo spettacolo molto amato da pubblico e critica,”Il laboratorio della Vagina”.

ENAIAT
l'incredibile storia

E’ la storia di un viaggio incredibile, un’odissea durata circa otto anni, dall’Afghanistan, attraverso Pakistan, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. È la storia vera e commovente di Enaiatollah Akbari un ragazzino afghano che per essere salvato, viene “abbandonato” dalla madre… tra mille difficoltà, in Pakistan, a soli dieci anni.Il padre derubato e ucciso dai banditi, provoca nei pashtun, proprietari delle merci rubate, voglia di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell’uomo.  

L’etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, soggiogata dai talebani, e sua madre non aveva altra possibilità di evitargli una fine terribile se non portandolo via dall’Afghanistan.
In Pakistan si ritrova solo, senza denaro e senza la minima idea di cosa fare, se non la voglia disperata di vivere e di mantenere fede ai tre insegnamenti che la madre, prima di tornare in Afghanistan, gli lascia come regola di vita: non fare mai uso di droghe, non usare armi per colpire un altro essere umano, non rubare ma guadagnarsi da vivere lavorando.

Enaiat racconta la violenza che lo ha circondato da sempre, a partire da quando ha visto uccidere dai talebani il suo maestro colpevole solo di non aver voluto chiudere la scuola. Ma in lui prevale sempre il desiderio di farcela, di iniziare una nuova vita, facendo i lavori più umili e faticosi, sempre con il sorriso sulle labbra e riconoscenza per coloro che gli danno un giaciglio o un po’ di cibo come il padrone del Samavat dove la madre l’aveva lasciato o il mercante che gli fa vendere la merce al bazar.

Riesce a fare amicizia con altri bambini hazara anche loro soli e costretti a vivere lavorando. Insieme ad uno di loro, Sufi, dal Pakistan raggiunge con un trafficante di uomini l’Iran, lavorando poi duramente in un cantiere per riuscire a pagarsi il viaggio.

In Iran il cantiere diventa la sua casa e la sua prigione. Nessuno esce dal cantiere per paura di essere preso dalla polizia, fanno i turni solo per andare a fare la spesa. Poi dopo le ennesime ingiustizie, gli sgomberi, i rimpatri, le botte prese dai poliziotti, decide di raggiungere la Turchia, scalando le montagne per circa un mese, di notte per non essere visti, al freddo, senza cibo. E dopo tre giorni di viaggio nel cassone di un camion con un doppio fondo alto circa cinquanta centimetri, Istanbul. Ma in Turchia non c’è lavoro, così Enaiatollah e i suoi amici, che convince a pagargli il viaggio poiché sapeva qualche parola di inglese, partono di notte con un gommone a remi per la Grecia, senza salvagente, una follia dettata dall’entusiasmo e dall’incoscienza come prova che si possa anche vincere una sfida impossibile.

Insomma rischiare di essere scoperto e rimandato indietro o di perdere la vita, considerando che Enaiat è solo un bambino, sono prove così drammatiche che solo alcuni fortunati riescono a superare.  Per fortuna incontra persone che hanno umanità nei confronti di questo ragazzino educato e terribilmente solo.

Sono proprio questi pochi, ma fondamentali incontri che hanno permesso a Enaiatollah di arrivare a Torino, trovare una famiglia che lo ha preso in affido, studiare e costruirsi un futuro.

Quanti possono dire la stessa cosa? Quanti sono invece spariti nei doppifondi di un camion, congelati sulle montagne che tentavano di attraversare, o ingoiati dal mare? Ci sentiamo sereni per la vittoria di uno o dobbiamo vergognarci per la sconfitta (che significa quasi sempre morte) di tanti?

Ti richiamiamo noi!